NELLA NOSTRA EPOCA IPERTECNOLOGICA, il mondo è diventato un luogo ‘in alta risoluzione’. Ogni cosa, esperienza, immagine, viene proposta in HD, a definizione sempre più alta, con più dettagli, colori, sfumature di quanti l’occhio umano possa apprezzare. La grana dell’immagine analogica, i graffi sulla pellicola, il taglio grossolano dei pixel, tutto questo ‘sfrido’ si va perdendo di giorno in giorno, sostituito dalla fenomenologia perfetta e patinata, ma fondamentalmente piatta, dell’alta definizione. Eppure, è proprio in quel residuo di difetti, nella dimensione ‘sporca’ dell’immagine analogica, che si annidava lo scarto imprevisto, la virata all’inatteso. Lo sa bene Enrico Ghezzi, che con il suo Blob ha fatto la storia (e lo spezzatino) della televisione, e lo sa bene David Lynch, che proprio negli interstizi tra le immagini analogiche, che non collimano mai…