Ci risiamo, accidenti. Per l’ennesima volta, in occasione di una comunicazione pubblica, qualcuno ha avuto la brillante idea di porre la barca tra gli oggetti che definiscono il mondo del malaffare. Insomma, un’incauta rivisitazione di quel vergognoso slogan “no boat no crime” che un brillante copywriter della Guardia di Finanza coniò, una decina di anni fa, per intitolare l’azione che portò al sequestro dello yacht di Flavio Briatore. È successo il 29 novembre scorso su Twitter, la piattaforma social più amata dai politici. Carlo Calenda, rispondendo alla provocazione di un account, ha scritto tra l’altro: “Mai fatto il portaborse di nessuno. Non ho yacht, non frequento le bische clandestine, non mi occupo di paradisi fiscali o di locali notturni di pessimo gusto. E sto con la stessa donna da 30…
