QUANDO GIOVANNI MOTTURA è arrivato a guidare Atac come amministratore unico, dopo l’esperienza da liquidatore di Roma Metropolitane, la situazione era, per usare un eufemismo, difficile. La società del tpl capitolino aveva di fronte a sé il lungo cammino del concordato preventivo e un debito da un miliardo e mezzo da ripagare. La pandemia infuriava, andando a colpire l’incasso dei biglietti, cioè più di un terzo del fatturato. Gli autobus di Roma, straordinariamente vecchi, prendevano fuoco con regolarità. Per questo, appena arrivato, Mottura aveva dichiarato che era giusto dare a Roma il tpl che merita. Tre anni dopo, con l’uscita dal concordato raggiunta, in anticipo, a dicembre 2022, ma un trasporto pubblico ancora pieno di problemi, quanto siamo lontani da quell’obiettivo? “Secondo me ci stiamo avvicinando parecchio. A quella dichiarazione…