PRODUZIONE DI CONTENUTI è l’espressione asettica con cui oggi ci si riferisce ai lavori intellettuali. Lo slittamento semantico non è neutrale, e testimonia a un tempo la necessità (e direi l’urgenza) di riempire contenitori per definizione vuoti e la svalutazione della competenza che occorre per farlo. Per “contenitori” intendo una pluralità di soggetti e potenziali committenti: le piattaforme digitali che veicolano all’utenza film, serie, podcast, corsi, ma anche i siti di informazione on-line, i portali e via dicendo. Quindi da un lato il campo di possibilità professionali che si apre davanti ai giovani laureati in scienze delle comunicazioni, scienze sociali, ma anche cinema, spettacolo, arte, letteratura ed editoria, è promettente. Dall’altro, le risorse che i committenti destinano ai produttori di contenuti sono invece limitate, poiché l’offerta eccede la domanda.
L’ITALIA…
