PIERRE de Coubertin scrisse nel 1912 un’ode allo sport, magnificandone le poliedriche capacità di generatore di valori ed obiettivi di impegno, di bellezza, di giustizia, di audacia, di onore, di gioia, di purezza, di progresso e di pace. Nel 2023, 111 anni dopo, il Parlamento italiano ha introdotto un nuovo comma all’art 33 della Costituzione: “la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.
Lo sport quindi come strumento e momento di affermazione e di emancipazione anche salvifico, perché scaturente da un confronto diretto basato sul talento e perché veicolo della disciplina, del pensiero critico e della capacità di assumere responsabilità. Uno strumento in grado di generare equità, pur nella sua selettività, perché chiaro, oggettivo e scevro da interferenze…
