ATTERRATI all’aeroporto internazionale Blaise Diagne – che, da luglio scorso, è collegato a Fiumicino da un comodo volo diretto di 6 ore con Ita – si percorre la trafficata autostrada costeggiata da alberi e bassi caseggiati fino a quando, sulla sinistra, non appare l’imponente e avveniristica sagoma dello stadio Abdoulaye Wade, inaugurato nel 2022. È, in qualche modo, la porta d’ingresso a Dakar, la capitale del Senegal che si estende nella penisola di Capo Verde sull’Oceano Atlantico. Ed è anche il biglietto da visita di una città che è insieme sgangherata e à la page, profondamente africana ma cosmopolita grazie alle comunità libanesi, europee e di altri Paesi africani.
Povero ma accogliente e assai meno turbolento di altri Stati limitrofi, in Senegal la parola d’ordine è ‘Teranga’, che in lingua…
