direttrice di Grazia
Q uando abbiamo deciso di realizzare insieme questo numero speciale di Grazia, Stefano era un po’ spaventato: «Che cosa ci mettiamo in tutte queste pagine?», si preoccupava. Dopo la nostra prima riunione, passavo il tempo a inseguirlo per costruire insieme l’edizione e mi vedevo prematuramente abbandonata, frustrata e sconfitta. Invece poi, imprevedibilmente, Accorsi ha cominciato ad appassionarsi. Mi mandava messaggi rigorosamente vocali in cui, con la sua delicatezza emiliana, mi chiedeva: «Silvia, che cosa ne diresti se scrivessimo questo e quell’altro?». E io, sorpresa e felice, scoprivo che fare il giornale gli stava piacendo enormemente. Nella nostra ultima telefonata mi ha chiesto: «Quando lavoreremo al prossimo?».
Stefano Accorsi e io abbiamo dedicato questo numero speciale di Grazia alla meraviglia del cinema. Quando ho immaginato una pubblicazione straordinaria…
