Sicurezza militare, monitoraggio ambientale, controllo dei parchi marini, ricerca archeologica, comunicazione fra subacquei e con la barca appoggio, soccorso. Cento, mille applicazioni si potrebbero implementare se la tecnologia wi-fI potesse propagarsi sott’acqua e la rete - indispensabile anche per la vita quotidiana - essere disponibile anche nelle profondità marine. Oggi ciò potrebbe avverarsi grazie a un ambizioso progetto che nasce in Italia, all’Università La Sapienza, e coinvolge diversi atenei europei e i finanziamenti dell’Unione. Siamo nell’ambito del progetto UE Sunrise, e la finalità può essere riassunta nella sfida della “Internet of underwater things”, spiega la professoressa Chiara Petrioli, ordinario del Dipartimento informatico e coordinatore europeo del progetto. “Conosciamo il mondo sommerso meno di Marte e per questo dobbiamo portare il meglio delle nostre capacità di conoscenza nel mare. Quella cui…
