Era prevedibile. Anzi previsto. Da quando qualcuno - noi compresi - si prende la briga di analizzare gli incidenti in mare e di comporre statistiche finalizzate a comprendere meglio l’andamento del fenomeno nell’arco dell’anno, ecco puntuale il classico picco agostano. Intendiamoci, esiste un aspetto fisiologico del problema, che consiste nell’oggettivo aumento del traffico, inteso come generica quantità di unità circolanti sui nostri mari durante i mesi delle vacanze. Ma questo non può pacificare le nostre coscienze. A inquietarci è il più approfondito esame dei fattori, il quale, andando correttamente al di là delle cause dirette (avarie meccaniche, incendio, incaglio eccetera), risale nel 90 per cento dei casi a quello che genericamente chiamiamo “errore umano”. Già, perché non si può affermare tout court che la responsabilità di un incendio sia di…
