Isabella, cos’è per lei il Natale?
«È uno strano periodo per me il Natale. Per tanti anni avrei voluto non arrivasse mai, che passasse veloce e in silenzio. Mi faceva sbattere la faccia su tutto quello che mio malgrado non ero stata in grado di costruire. Ero sola, senza famiglia, senza figli che avrei voluto, senza la mia amata Roma che era la mia “città Natale” in tutti i sensi. Le mie amiche, già all’inizio di dicembre decoravano alberi, allestivano addobbi, compravano luci e pensavano a cosa avrebbero cucinato e come avrebbero allestito la tavola delle feste. Al contrario, io progettavo di scappare lontano, il più lontano possibile per non sentire quest’aria festosa. Facevo i regali, li portavo, chiudevo casa e scappavo via, non mettevo decori, non c’era l’albero. Né…
