Al momento di scrivere questo editoriale, l’attività dei più importanti cantieri del mondo conosce, per la prima volta nella sua storia, un profondo clima di disomogeneità. È il primo effetto della pandemia di Covid-19, che inizialmente orientata secondo determinate traiettorie, alla fin fine si sta spandendo in tutte le direzioni, complice anche la mancanza di una sala di regia internazionale. Anzi, intercontinentale. Sarebbe dunque superficiale - e persino profondamente scorretto - utilizzare queste righe per offrire la fotografia istantanea di una situazione che, per essere raccontata, ha invece bisogno di strumenti talmente rapidi e dinamici che persino Internet, in certi momenti di queste convulse giornate, appare lento e impuntuale. Perciò non faremo qui la lista dei buoni e dei cattivi, cioè di quei Paesi nei quali la costruzione degli yacht…
