I ginnasti sembrano sempre leggeri, sospesi nell’aria, armoniosi, con la bocca pronta al sorriso verso il pubblico; si muovono con sicurezza, fanno sembrare tutto semplice, naturale. Nicola Bartolini ha il corpo pieno di tatuaggi, un teschio messicano, un demone, una civetta, la scritta “be stronger”, consiglio molto utile in questi anni, il disegno di Saw - L’enigmista. L’ultimo tratto di inchiostro è un “uno”, ricordo della medaglia d’oro conquistata ai Mondiali di Kitakyushu, Giappone, lo scorso ottobre. «Anche se vinco non rido mai», dice di sé. Per i suoi troppi tatuaggi, negli anni, lo hanno escluso dalle forze di polizia ma lui, invece di smettere, ha continuato a colorarsi la pelle: «Non vogliono un campione del mondo per un motivo del genere? Speriamo che prima o poi escano dal paleolitico».…
