Non è necessario vincere un Nobel, come il matematico di quel noto film con Russel Crowe, per essere definiti “beautiful minds” (anche perché, come leggerete, raramente il cinema riesce a mostrare il momento dell’eureka!): le “belle teste”, come dimostrano i protagonisti delle prossime pagine, per noi sono persone sorprendenti, capaci di idee, visioni, invenzioni che ci fanno esclamare «Ah però!». Sono giovani direttori di musei, come Lorenzo Giusti, curatori d’arte digitale, come Valentino Catricalà, o imprenditori dell’automotive che hanno avuto “un colpo di idrogenio”, come Dino Brancale. Fanno grande musica come Blak Saagan, ci stupiscono con effetti speciali come Daniele Bigi o coltivano campi verticali come Luca Travaglini. Non mancano scrittori come Johann Hari, che ci svela perché non riusciamo più a concentrarci, e autrici di bestseller, come la Sally…