Con “Magna Grecia”, termine attestato in un intervallo di tempo oscillante tra il IV e il II secolo a.C., ci si riferisce al complesso delle colonie greche dell’Italia meridionale e insulare, fondate a partire dall’VIII secolo a.C. Lo straordinario sviluppo economico, politico, sociale, filosofico e artistico delle città magno-greche fu reso possibile grazie a quella fitta rete di relazioni e scambi di varia natura i cui protagonisti non furono solamente i coloni greci, chiamati “italioti”. Lo afferma l’archeologo Massimo Osanna in un saggio che propone un viaggio in alcuni parchi archeologici del meridione d’Italia (Sibari, Taranto, Metaponto, Paestum, Crotone, Venosa, Caulonia) al fine di documentare il rapporto tra i greci e i non greci, che secondo l’autore «non è mai univoco, né scontato». «Sottovalutare il dinamismo degli “indigeni” [italici] nel…
