Cenere grigia, lapilli, distruzione. E al di sotto, la meraviglia. Due millenni separano gli spettatori attoniti che ammirano quotidianamente gli straordinari affreschi di Pompei dal momento in cui sono stati commissionati e realizzati per adornare le pareti delle domus signorili. Ciò che allora era un sinonimo di status sociale oggi è un portale per viaggiare nel tempo: i variopinti paesaggi, i soggetti a carattere mitologico, le nature morte, i motivi geometrici, le scene di vita quotidiana. Ogni disegno impresso nel gesso racconta di come scorreva la vita a Pompei prima della catastrofe che, distruggendola, l’avrebbe consacrata all’eternità. La stessa eternità che accoglie Giovanni Boccaccio nel pantheon degli scrittori e poeti più illustri del panorama letterario italiano e mondiale. A seicentocinquant’anni dalla sua morte, che ricorrono proprio in questi giorni, Boccaccio…