«Ishtar aprì la sua bocca e disse, [così] parlò ad Anu, suo padre: “Padre mio, dammi, per favore, il toro celeste; voglio uccidere Gilgamesh […] nella sua abitazione. Se non mi darai il toro celeste, […] svellerò le porte [degli inferi], farò risorgere i morti così che mangino i vivi». POEMA DI GILGAMESH. TAVOLETTA VI UNA VOLTA GIUNTI A URUK, Ishtar, la dea più importante e potente del panteon sumero-accadico, divinità della fertilità ma anche della guerra e delle passioni sfrenate, rimane colpita dal portamento di Gilgamesh e si rivolge a lui con l'intenzione di sedurlo. Egli, però, non soltanto rifiuta le proposte della dea, ma si spinge persino a prenderla in giro, rinfacciandole gli amanti avuti e il modo sconsiderato, nonché crudele, in cui li ha trattati.
Ishtar va su…