Paolo Fonzi
GENOCIDIO: UNA STORIA POLITICA
Laterza, 2025; 224 pp., 20 €
Nuove concezioni richiedono nuovi termini» scrive nel 1946 il giurista polacco Raphael Lemkin, figlio di genitori ebrei, nel tentativo d'introdurre al pubblico americano il concetto di genocidio, un neologismo ottenuto dalla combinazione del termine genos (razza, tribù), di origine greca, con il latino caedere (uccidere). Partendo dallo sterminio degli ebrei perpetrato dal Reich hitleriano, Lemkin si riferisce a quel «piano coordinato di azioni diverse mirante alla distruzione dei fondamenti essenziali della vita di gruppi nazionali, con l'obiettivo di cancellare i gruppi stessi». La «disintegrazione» cui fa riferimento Lemkin non è però solo quella degli individui, ma riguarda l'annientamento delle loro istituzioni politiche e sociali, della cultura, del linguaggio, dei sentimenti nazionali, della religione, della libertà, della salute e…
