In principio era la moda. Il fenomeno delle capsule collection nasce nel mondo del fashion ma presto si espande, anche ibridandosi, al mondo del furniture. Il design mostra oggi una sempre più incalzante tensione di fuga dalla serialità, in un’ottica di eccezionalità numerica, temporale e spesso stilistica, con la proposizione di progetti speciali che esulano dal classico concetto di collezione d’arredo. Alla ricerca di nuovi innesti linguistici, sperimentazioni materiche, sodalizi creativi transettoriali. L’artefice questa volta non è il gallerista illuminato che promuove l’art design né il singolo designer che si autoproduce, quanto piuttosto l’industria. Sono ora le grandi aziende consolidate a proporre pezzi unici o serie limitate interloquendo con artisti, stilisti, registi o celebrities a vario titolo. L’impresa cerca stimoli esterni per ribadire il proprio knowhow manifatturiero, messo a servizio…